Gabriele Riccucci è nato a Cremona nel 1997 e ha studiato con Marco Perini, Luca Simoncini, Michele Ballarini, Pierpaolo Maurizzi, Bruno Delepelaire e Kerstin Feltz. Nel 2023 ha conseguito il Master presso la Kunstuniversität di Graz (KUG). Ha partecipato a masterclass con il Quartetto Klimt, il Trio di Parma, Kolja Lessing, Adrian Mustea (musica da camera), nonché con Ursula Smith, Giovanni Gnocchi, Enrico Bronzi, Gregor Horsch e Yves Savary (violoncello).
Si è esibito in Italia, Austria, Grecia e Francia. È stato membro dell’Orchestra Internazionale Giovanile (Estate Musicale Frentana), dell’orchestra del festival Styriarte YOUTH, della Wiener Jeunesse, dal 2016 primo violoncello solista dell’OVerOrchestra, dal 2022 sostituto presso Recreation Großes Orchester Graz e da settembre 2025 Praktikant presso la Göttinger Symphonieorchester. Nel 2017 si è esibito come solista insieme a Giovanni Landini (Vivaldi RV 531) sotto la direzione di F. M. Sardelli. Sempre in qualità di solista, nel 2019 ha suonato con l’ensemble di violoncelli di Luca Simoncini (Haydn in Re maggiore, terzo movimento) e nel 2023 con l’Ensemble Cellissima (Saint-Saëns op. 119).
Come camerista ha condiviso il palco con O. Arzilli, Ivan Rabaglia, Irene Maggio, Regina Granda Vargas, Enrico Osti, Gleids Gjuzi, Inesa Baltatescu, Elena Sofia de Vita, Clara Riccucci, Viola Bonomi, Ursula Smith, Adam Cubitt, Kerstin Feltz.
Ha vinto il primo premio al XV Concorso Musicale "E. Arisi" (2009), il terzo premio al 28° Concorso Musicale Europeo "Città di Moncalieri" (2016), il primo premio al III Concorso Nazionale di Musica da Camera per Giovani Artisti "Città di Milano" (2017, in duo con Gleids Gjuzi), e il primo premio all' International Music Competition – Małopolska 2021 (con l’Eurydice String Quartet). Nel 2017 è stato vincitore della borsa di studio “Il Borgo”.
Dal 2023 studia presso la Kunstuniversität di Graz con Alexander Pavlovsky.
Dal marzo 2021 è membro dell’Eurydice String Quartet insieme a Marika Ikeya, Hanna Schmidt e Barbara Rodio, con cui calca attualmente le scene raccogliendo successo di pubblico e di critica. “Il Quartetto d'archi Eurydice ha suonato magnificamente, con cuore e anima, tecnicamente ad altissimo livello [...], e non ha mai paura della dissonanza, un timore sempre più comune nella nostra "raffinata". Il suo suono è pieno e ricco di armonici e colori, ma soprattutto: questo quartetto sa come raccontare una storia, una storia avvincente e convincente. C'è un forte senso di drammaticità e i musicisti sono perfettamente in sintonia tra loro. La struttura ègrandiosa e i musicisti osano creare ampi contrasti dinamici – dai più sensibili pianissimi al riverbero di una chiesa veneziana, dove, anche senza volerlo, ci si può facilmente ritrovare in una cascata di pura musicalità.”
(Peter Schlamilch per “Die nieuwe Muze “)
